In questo periodo sono più nottambula del solito visto che la mattina ho disattivato la sveglia e mi godo qualche ora in più di sonno, così ieri sera nel mio consueto giro di televideo per controllare le ultime notizie per poco non faccio un salto dalla sedia: è morto Michael Jackson!
Ma come, non era immortale? L’eterno bambino, il Peter Pan del pop, il bambino prodigio mai cresciuto come può andarsene?
Una vita che è un romanzo, cominciata con le esibizioni nel gruppo formato dai suoi fratelli, i “Jackson Five” in cui l’immenso talento del piccolo Michael comincia a farsi notare, tanto che a breve comincia la carriera da solista, anche per affrancarsi dal rapporto con il padre che pare usasse le maniere forti nel suo ruolo di manager della miniera d’oro che si trovava per le mani
Nel suo percorso incontra un produttore illuminato e geniale come Quincy Jones con il quale collabora per qualche tempo e pubblica l’album che rimane il suo capolavoro, oltre che uno dei maggiori successi planetari (se non il più grande): “Thriller”
Da questo disco sono tratti una serie di singoli strepitosi che hanno un successo senza precedenti, e un video che fa la storia della tv ma anche del costume, un video che sovverte le regole della musica sui media, un piccolo gioiello che non ha nulla da invidiare ai miglior film horror anche grazie alla collaborazione con John Landis
Noi, i ragazzi dello zoo degli anni ottanta, abbiamo visto arrivare il fenomeno-Jackson sulle nostre vite, abbiamo sentito sulla nostra pelle il cambiamento che si accompagnava a questo strano personaggio che lanciava urletti mai sentiti e si muoveva come un alieno, abbiamo visto i tg compassati di quel periodo mandare servizi di una decina di minuti sul video-rivelazione e ci siamo immersi nel pop esaltante che veniva trasmesso a oltranza da tutte le radio
Poi la parabola calante del cantante ne ha oscurato l’aura, le sue stranezze un tempo esaltate come segno della geniale eccentricità di un personaggio fuori dal comune cominciano a diventare delle stramberie insulse di un uomo che vede sfuggire di mano il tempo e la giovinezza tanto idolatrata
Ricordo ancora la notizia che vedeva Michael dormire sotto una tenda ad ossigeno per cercare l’elisir dell’eterna giovinezza, le innumerevoli operazioni estetiche che ne distruggono i lineamenti e lo schiarimento progressivo della pelle, tanto che la comunità nera lo accusa (giustamente) di rinnegare le proprie origini e di cercare di diventare bianco…poi si dirà che in realtà una malattia ha colpito la sua pelle ma il dubbio resta
Insomma il bambino prodigio è diventato un adulto bambino che non è in grado di gestire la propria immagine, il proprio talento e i propri soldi, infatti nonostante l’acquisto dei diritti dell’archivio dei Beatles che gli portano ulteriori immensi guadagni si ritrova coperto di debiti invece che d’oro soprattutto grazie al suo famigerato ranch “Neverland” che lungi dal diventare una nuova fonte di guadagno si rivela un buco nero vorace
È in questo ranch che il cantante accoglie i suoi piccoli amici, i giovani ragazzi di cui ama circondarsi e di cui si sente coetaneo ma dalla cui frequentazione nasceranno le infamanti accuse di pedofilia che segneranno per sempre la sua già complicata vita, l’accusa viene ritirata a suon di dollari versati nelle mani delle famiglie e tutto viene messo a tacere ma la vicenda resterà a macchiare per sempre il ricordo del re del pop
Le ultime notizie vedono Michael prepararsi al ritorno sulle scene per una serie di concerti già definiti come “gli ultimi” e i fans naturalmente si buttano a corpo morto sui biglietti costringendo l’organizzazione a nuove date per soddisfare l’enorme richiesta, biglietti che ora forse saranno rimborsati, o forse no, magari se li terranno come ultimo feticcio del loro idolo
Io non ero una sua fan sfegatata, mi piacevano le sue canzoni ma non mi sono mai strappata i capelli per il suo moonwalker, però non posso non ricordare che la sua musica è stata la colonna sonora della mia vita proprio durante gli anni in cui le canzoni lasciano un segno indelebile nel cuore
Poi ne ho seguito con vago interesse le vicende rendendomi sempre più conto di quanto il successo a volte sia uno schiacciasassi che non risparmia nessuno e porti alla distruzione fisica e psicologica di chi non è pronto a sostenerne il peso
Il bambino che cantava con i suoi fratelli non è riuscito a crescere e a difendersi dal fuoco continuo dei flash, non è riuscito a diventare grande in un mondo troppo complicato per lui, non ha sviluppato gli anticorpi per affrontare i colpi della vita e la vita alla fine lo ha ghermito, senza lasciargli il tempo di un ultimo giro, un’ultima corsa, un ultimo saluto a tutti gli altri bambini perduti che si aggirano spaesati in questo mondo, cercando l’isola che non c’è…
Speriamo che tu l’abbia trovata, ciao Michael